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Home Staging: gli errori da non commettere

Oggi affrontiamo il tema dell’Home Staging dal punto di vista degli errori da non fare.

Vediamoli assieme!

1.Sovradimensionare lo spazio
Il fine dell’Home Staging è quello di far sentire i potenziali acquirenti “a casa”, aiutandoli a visualizzare come potrebbe essere vivere in quel nuovo ambiente.
Si tratta di una sensazione che va evocata in modo sottile e assolutamente intelligente.
L’Home Staging è il “vocalist” che dà supporto alla vera stella che è la casa.
Spazio quindi alla semplicità e alla coerenza.

2.Fakes
Non è un compito facile quello di “mettere in scena” una casa, ma se pensiamo di poterlo fare utilizzando solo frutta finta, gonfiabili, piante false, simulacri di televisori e libri allora stiamo sbagliando e di molto!
I potenziali compratori non si sentirebbero a casa ma in una versione depotenziata del Grande Fratello.

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3.Non rispettare le proporzioni
Il sogno degli agenti immobiliari è dare l’impressione che le case siano più grandi di quello che appaiono. E sovente hanno la tentazione di inserire oggetti o arredi piccoli per far sembrare tutto più spazioso.
Niente di più sbagliato! Bisogna rispettare le proporzioni, se si dispone di un’enorme sala da pranzo con soffitto a travi di legno meglio non inserire un tavolino striminzito e sedie in coerenza.
L’armonia deve guidare i passi del professionista Home Stager: anche qui un validissimo aiuto è offerto dal VR, che consente di posizionare al meglio i mobili nello spazio “virtuale”.

4.Le questioni di stile
Cantava Fossati: “Ah che disgrazia le questioni di stile!”. Ed è vero. Non serve impuntarsi in nome di un puro gusto estetico. Il lavoro di Home Staging è asservito alla funzione di vendere nel tempo minore possibile e al prezzo migliore.
Meglio allora puntare su arredi e complementi più “neutri”, su colori meno urlati, su stili “senza tempo” e non troppo caratterizzati.

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5.Porte chiuse
Durante le visite, virtuali o reali che siano, il potenziale compratore deve poter spaziare! Apriamo queste porte, diamo spazio al cliente. Che deve sentirsi libero da vincoli e costruzioni nell’immaginarsi in quel nuovo “nido”.

6.Essere troppo neutri
Non dobbiamo neanche cadere nell’eccesso opposto.
Usiamo il colore per raccontare la storia di quella casa. Moduliamo le tinte, il colore è in grado di caratterizzare e valorizzare gli spazi anche senza arredamento!
Un ufficio tinto di rosso sarà più facile da ricordare di un altro in cui è presente una sola scrivania, per quanto di gusto.