archtoolkit-cover3

ArchToolkit: il futuro del rendering architettonico è già qui

Può non saltare immediatamente all’occhio, ma se si aprono i siti di Unity e di Unreal ci sono due news fisse in homepage. Non in quarta pagina, non in qualche sezione sperduta. Fisse in homepage, a pochi scroll dal titolo, nel posto in cui normalmente vanno le notizie importanti, quelle che devono colpire chi legge. Quelle rilevanti.

Unity ha stretto un accordo con Autodesk. Unreal dal canto suo sta pubblicizzando la beta di DataSmith, un sistema che facilita l’importazione di oggetti 3D dai classici tool di modellazione.

Il significato e il target di queste due notizie sono palesi: parlano direttamente ai professionisti del mondo del design e dell’architettura mettendo in chiaro una cosa. Sappiamo perchè siete qui, sappiamo quali sono le difficoltà. Sappiamo che volete usare queste tecnologie, stiamo cercando di rendervi il lavoro meno impossibile.

Questi motori grafici insomma non fanno più paura ed in questa volontà di diventare sempre più architecture friendly che AmbiensVR segna la propria partecipazione grazie ad ArchToolkit.

Uno strumento che si inserisce esattamente all’interno di questo orizzonte, in questa nuova terra di confine che inizia a vedere edificati i primi avamposti, pronto a tracciare il solco ancora inesplorato dove costruire le strade future.

Un plugin Unity (per adesso, Unreal a seguire) che non ha paura di inserirsi pienamente nel flusso di lavoro classico di questi potenti motori di rendering.  Cosa è cambiato dal vecchio plugin? Molto se si guarda alle sue applicazioni, meno al suo utilizzo. Esattamente come il vecchio plugin tutte le parti di coding sono automatizzate e nascoste. Animazioni e interazioni possono essere aggiunte con pochi click. Allo stesso modo restano aperte tutte le possibilità che Unity offre: dagli effetti di post-processing alla creazione di video sofisticati tramite tool di regia virtuale.

Possibilità è la parola più importante nel vocabolario di ArchToolkit. Possibilità e libertà. Non più una scena ma una applicazione. E come ogni applicazione si inizia comunque sempre da un modello importato ma non c’è nessun confine che non è possibile valicare. Non c’è limite alla qualità grafica che si vuole raggiungere, agli utilizzi che se ne possono fare, alla modalità con cui si vuole usufruirne.

L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire uno strumento potente, versatile, efficace, e che faccia sentire il più possibile a proprio agio chi esplora per la prima volta il mondo di Unity alla ricerca di una nuova frontiera da esplorare per il proprio lavoro. Per questo ArchtoolKit inizia oggi il suo percorso che lo porterà, patch dopo patch, ad arricchirsi di automazioni e features per rendere questo passaggio sempre più indolore e graduale. Attualmente la sua forma migliore è quella legata alle piattaforme Desktop, sempre più protagoniste in primo piano grazie agli avanzamenti tecnologici, ma nulla vieta di legarlo alle vecchie licenze di Ambiens per la classica condivisione normalmente utilizzata.

Non si può ignorare questo scenario. Non si può nemmeno liquidarlo come un trend passeggero. Già solo lo sforzo che due grandi aziende come Unity e Epic Games stanno mettendo nel rendere i loro motori sempre più accessibili al mondo dell’architettura non è un segnale che può passare inosservato. La convergenza delle nuove tecnologie mostra una strada ben delineata, strada che AmbiensVR sta percorrendo già da due anni, quando era ancora un sentiero impervio e tortuoso.

Noi continueremo a percorrere questo viaggio, voi siete pronti a seguirci?